Il mal di schiena è una patologia comune che affligge larga parte della popolazione. Basti pensare che, secondo le statistiche, una persona su cinque soffre di dolori alla schiena. Questa condizione, tuttavia, non deve impedire di dedicarsi all’attività fisica e in special modo alla corsa. Innanzitutto, infatti, va specificato che non esiste alcuna correlazione comprovata tra lombalgia cronica e running. L’attività sportiva, dunque, non provoca né peggiora questo disturbo. Inoltre, è altamente sconsigliato per chi soffre di mal di schiena di stare completamente a riposo. Secondo gli esperti, questo non farebbe altro che indebolire i muscoli della colonna vertebrale, peggiorando la situazione. Tuttavia, per i runner affetti da mal di schiena è bene adottare una serie di accorgimenti per tutelare la propria salute. In primis, è fondamentale scegliere la scarpa più adatta, tenendo in considerazione le proprie esigenze legate al disturbo di cui si soffre.
Cause del mal di schiena
Durante la corsa, le vertebre lombari possono essere sottoposte a stress e causare il mal di schiena. Nel runner, l’infiammazione dei nervi può essere causata da diversi fattori.
- Sovrappeso: gran parte del peso corporeo poggia sulla fascia lombare, quindi il sovrappeso può aumentare questo carico e generare tensione della schiena. Nel mondo del running, i corridori di peso elevato sono considerati gli uomini che pesano oltre 80 kg e le donne che pesano oltre 65 kg. In questo caso, la tipologia di calzatura più adatta è il modello stabile, che sostiene il piede e supporta la struttura ossea.
- Tipologia di suolo su cui si corre: la corsa su terreni troppo duri, come l’asfalto, può provocare uno stress maggiore sulle vertebre lombari, rispetto a superfici sterrate o alla pista. Per questo, in commercio esistono diversi modelli di calzature, pensati in base al fondo su cui si corre. In caso di attività fisica su superfici sterrate, sarà consigliabile adottare le scarpe da trail running. Queste calzature sono appositamente progettate per resistere al suolo accidentato, grazie a una suola che offre la tradizione adatta per correre su terra, rocce e fango. Inoltre, solitamente sono disponibili in colori scuri, per mascherare lo sporco, e presentano una linguetta a soffietto che evita l’ingresso di detriti all’interno della calzatura.
- Uso di scarpe non adatte: il prolungato utilizzo di calzature inadeguate può essere la causa stessa del mal di schiena del runner. Per questo, è bene prendere in considerazione una serie di fattori nella scelta della scarpa migliore, in special modo in caso di difetti di appoggio.
Come scegliere
Al di là delle specifiche tecniche della calzatura, una prassi da adottare è quella di provare la calzatura in fase di acquisto, camminando per qualche metro in modo da testarla. Inoltre, particolare attenzione va prestata alla misura: è necessario assicurarsi che ci sia 1 cm di distanza tra il dito del piede più lungo e la punta della scarpa. Secondo il Collegio di Podologia, il 60% delle persone ha un piede più grande dell’altro, quindi assicurati di acquistare le calzature da running della dimensione adatta.
Difetti di appoggio
- Pronazione: la scarpa presenta un’usura nella parte centrale della pianta del piede e nel tallone. Questo stile di corsa è una normale caratteristica di runner neutri, che assorbe l’impatto degli urti e aiuta a proteggere dalle lesioni e dal sovraccarico sulle articolazioni.
- Iperpronazione: il bordo interno della scarpa è completamente usurato. Questo stile di corsa aumenta il rischio di infiammazioni e infortuni. In questo caso, le scarpe A4 sono consigliate per compensare tale difetti di appoggio del piede. A questi corridori, invece, sono assolutamente vietate le scarpe A1 superleggere, che hanno un sistema di controllo del movimento molto ridotto.
- Supinazione: il bordo esterno della calzatura è totalmente usurato. Si tratta di un difetto di appoggio che riduce l’impatto dell’urto sul suolo durante la corsa. In questo caso, è consigliabile l’acquisto di scarpe A3, che garantiscono il massimo ammortizzamento.
Caratteristiche del piede
In fase di acquisto delle scarpe da running osserva il tuo piede e le seguenti caratteristiche.
- Piede piatto o arco plantare basso: in questo caso è consigliabile acquistare una scarpa stabile, che aiuta a prevenire le lesioni. Questo modello, infatti, impedisce un eccessivo movimento del piede. Questa tipologia di calzatura, anche nota come A4, è indicata per chi non ha un buon controllo del piede durante l’attività fisica. Inoltre, è consigliata per i runner di peso elevato e per coloro che soffrono di iperpronazione.
- Arco del piede alto: nel tuo caso potrebbe essere necessario l’acquisto di un arco di supporto che aumenti l’effetto di ammortizzazione sul sottopiede della calzatura. In questo modo, l’ammortizzazione eliminerà lo stress da piedi e articolazioni, riducendo il rischio di lesioni e mal di schiena. Questa tipologia, nota anche come A3, ha un peso compreso tra i 300 e i 400 grammi. La scarpa da running con massimo ammortizzamento presenta un dislivello importante tra avampiede e tallone. Si tratta di un modello consigliato per tutti i corridori che utilizzano plantari personalizzati.
Tecnologie e materiali
Vediamo ora quali sono le caratteristiche adottate nella progettazione delle scarpe da running.
- Base ergonomica: si adatta alla forma del piede, mantenendo le sue naturali caratteristiche anatomiche.
- Traspirabilità: la conformazione alveolare e il tessuto in microfibra assorbono e trasportano il sudore del corpo, sotto forma di vapore acqueo, nella parte esterna dell calzatura, espellendolo fuori dalla scarpa.
- Gomma anti-usura: un materiale innovativo assicura una maggiore resistenza all’abrasione del tacco e della suola della scarpa.
- Sistema di ventilazione: garantisce il ricambio di aria nella calzatura, anche in caso di attività fisica molto intensa.